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Acquisition des langues

Come il cervello assimila una nuova lingua


Last Updated: 25 Jun 2014

 

Imparare la propria lingua madre è già di per sè una sfida per il nostro cervello. Allora cosa succede quando bisogna parlare una lingua diversa dalla propria? E perché è così difficile imparare una lingua che appartiene a un’altra famiglia linguistica, quando siamo invece capaci di utilizzare abbastanza bene codici complessi come, ad esempio, la matematica?

Come fa il cervello a padroneggiare una lingua?

Anche se ricerche recenti dimostrano che numerose regioni del nostro cervello si attivano alla minima operazione mentale, le funzioni utili al linguaggio trovano la loro origine in due aree che hanno un’importanza primordiale: l’area di Wernicke e l’area di Broca. La prima ci permette di capire le lingue e la seconda di esprimerci oralmente in una o più lingue. Queste due aree funzionano in maniera diversa. L’area di Broca crea uno spazio specifico per ogni lingua mentre quella di Wernicke non fa alcuna differenziazione.

Come lo ricorda quest’articolo, i cervelli dei bambini che vengono educati in ambienti bilingue o multilingue sono leggermente diversi dal momento che l’area di Broca non distingue le lingue apprese contemporaneamente. Il che spiega come mai i bambini bilingue non abbiano alcuna difficoltà a passare da una lingua all’altra in una stessa frase.

Consapevoli del fatto che ci sono due aree cervicali coinvolte nell’apprendimento di una lingua, capiamo anche come sia possibile riuscire a capire benissimo una lingua avendo difficoltà a parlarla. Se è il vostro caso, non scoraggiatevi: fate semplicemente lavorare un po’ di più la vostra area di Broca, praticando la vostra espressione orale. E questo concorda pienamente con il detto secondo il quale «per padroneggiare una lingua, bisogna praticarla»!

D’altronde, la maggior parte degli esperti concorda su una cosa: l’apprendimento delle lingue secondo il metodo tradizionale non funziona al livello neurologico. Infatti, bisogna inviare al cervello segnali che indicano chiaramente che siamo in un processo d’apprendimento linguistico per far sì che le funzioni dedicate al linguaggio si mettano in attività. Quindi, se imparate una lingua come imparate la storia, per esempio, provando a memorizzare liste di parole o date di eventi, questo metodo non funzionerà. Riuscirete a ricordare le liste di date e le regole di grammatica, ma non riuscirete a mettere insieme tre parole o a capire una frase semplice nella lingua di arrivo…

Una soluzione spesso menzionata per imparare una lingua straniera è l’immersione nella lingua stessa. Una ricerca i cui risultati sono stati pubblicati nel 2012 descrive l’esperimento condotto e dimostra l’efficacia del metodo.

Gli esperti hanno insegnato agli adulti un linguaggio inventato basato sur circa dodici parole. Un gruppo ha proceduto all’apprendimento tramite il metodo di immersione mentre l’altro ha seguito il metodo più tradizionale. Il loro livello di conoscenza della lingua è stato successivamente verificato nel seguente modo: è stato chiesto loro di confermare o meno la correttezza delle strutture sintattiche a loro proposte. Gli esperti hanno inoltre impiantato degli elettrodi sulla testa dei partecipanti per analizzare la loro attività cerebrale.

A livello della comprensione del linguaggio, i due gruppi hanno prodotto risultati piuttosto simili, ma la reazione cerebrale è stata totalmente diversa. Il cervello di coloro che avevano appreso la lingua tramite l’immersione operava come se si trattasse della loro lingua madre.  Sia nello studio summenzionato che in una ricerca più recente, gli esperti hanno osservato che le conoscenze linguistiche perduravano anche dopo un lungo periodo, senza ulteriore pratica. Tuttavia, è importante precisare che le due ricerche sono state realizzate su campioni piccolissimi e che le loro conclusioni devono dunque essere interpretate con precauzione. Ma, comunque, tale ricerca rappresenta una pista interessante per lo studio del fenomeno dell’apprendimento linguistico.

Metodi di apprendimento basati sulle neuroscienze

Se i metodi tradizionali d’apprendimento del linguaggio non sono efficaci, e nell’ipotesi in cui il metodo d’immersione non sia possibile, qual è la strada da seguire? In un racconto pubblicato sul site Salon, un capitano dell’esercito americano racconta come ha imparato l’arabo – una lingua ritenuta difficile da praticare per un anglofono - a partire da una soluzione originale: LinguaStep. Pur non proponendo il metodo d’immersione, il sito propone un modo interessante per memorizzare la lingua. Quest’initiativa del 2006 di Loren Siebert è basata su due principi direttamente derivanti dalle neuroscienze. Il primo è l’apprendimento selettivo: questo principio prevede che non si perda tempo con gli elementi che l’allievo conosce già. Il secondo principio è quello delle ripetizioni dilazionate. Per esempio, nel caso in cui allievo riesca a identificare bene la parola «cielo» in arabo, non sarà necessario ricordargli ogni giorno come si pronuncia quella parola nella lingua di arrivo. Ma se non la usa, l’allievo rischia di dimenticarla! Di conseguenza, sarà necessario ripresentargli la parola dopo qualche tempo. Gli intervalli di tempo tra ogni presentazione si allungano fintantoché il locutore si ricorda del significato della parola. Se sbaglia, si ricomincia con un ciclo intero.

Il Middlebury College, noto per la qualità dei suoi programmi linguistici, ha subito capito che bisognava servirsi di ciò che le neuroscienze ci insegnano sull’apprendimento delle lingue e, dunque, immergere gli allievi nella lingua di arrivo. I giovani che, in questa scuola, seguono corsi di lingua estivi sono obbligati a parlare la lingua straniera durante le diverse attività. Secondo il vice presidente della scuola, sono 4 gli elementi necessari per padroneggiare al meglio una lingua:

1. Usarla

2. Usarla con uno scopo, aggiungendo un progetto che ne giustifica l’apprendimento

(esempi: fare una dimostrazione di cucina, scrivere una commedia, ecc.).

3. Avere accesso a materiale autentico. Ad esempio, avere a disposizione estratti audio e video provenienti da scambi e situazioni reali nelle quali viene utilizzata la lingua di apprendimento (verbale e non verbale).

4. Usarla con altre persone.

Da un decennio il Middleburry College ha  assunto numerosi esperti specializzati nell’apprendimento delle lingue e nelle scienze cognitive che hanno condotto delle ricerche sui diversi metodi d’apprendimento delle lingue: il metodo più efficace sembra essere la formazione ibrida che unisce le attività condotte tramite le tecnologie dell’informazione e della comunicazione a quelle condotte da un professore. Dunque, in aggiunta alle attività proposte dagli insegnanti, il metodo promosso dal college prevede un apprendimento basato su giochi online volti a creare momenti di immersione.

Dunque, non esiste una soluzione magica per imparare una lingua, né un « codice genetico nazionale» che sia più adeguato di un altro nell’apprendimento linguistico. Se i tedeschi e i danesi parlano l’inglese meglio dei francesi e lo apprendono più velocemente, è semplicemente perché imparano meglio questa lingua. L’apprendimento di una lingua esige pazienza e tanta pratica. Meglio dunque praticare la lingua il più presto possibile, con diversi interlocutori, veri e virtuali. Per potersi far capire dagli altri, l’immersione costringerà il cervello ad assimilare più rapidamente e in maniera più duratura il vocabolario e la grammatica della lingua di apprendimento.


Traduzione : Boutarfa Amina

Articolo originale qua : http://cursus.edu/article/20059/comment-cerveau-assimile-une-nouvelle-langue/