Logo de l'OEP
Logo de l'OEP

Institutions européennes et internationales

La svolta di Tajani, commissaire européen


Last Updated: 30 May 2008

Sursaut des dirigeants politiques italiens en faveur de la défense de l'Italien.

Le Commissaire européen aux Transports, Antonio Tajaini, ha décidé de choisir l'Italien comme langue de travail de son cabinet, en application du règlement n°1 de 1958 qui établit que toutes les langues officielles des Etats Membres sont langues officielles et langues de travail de la Communauté.

Published on 18/05/200X in Page 14 of Corriere della Sera

UE Il neo-commissario sceglie l'italiano come lingua di lavoro

Niente inglese e francese, svolta «nazionalista» di Tajani

DAL NOSTRO INVIATO

 

BRUXELLES - Il delicato dos­sier sul prestito-ponte da 300 milioni di euro all'AIitalia e le pratiche da miliardi di euro sul­l'Alta velocità ferroviaria e sulle mega-infrastrutture europee non saranno più gestiti in fran­cese, in inglese o in tedesco, le tre lingue più utilizzate nella Commissione europea. Il neo -commissario ai Trasporti ed ex eurodeputato di Forza Ita­lia Antonio Tajani, che ha la competenza istituzionale su questi argomenti, ha deciso di scegliere l'italiano come lingua di lavoro del suo gabinetto. Tra l'altro intende affidarne la gui­da a un connazionale. Il candi­dato è Antonio Preto, un alto funzionario comunitario prele­vato dal gabinetto del presiden­te dell'Europarlamento, il tede­sco Hans-Gert Pôttering. An­che il vicecapo di gabinetto, che dovrebbe essere uno spa­gnolo, e gli altri collaboratori non italiani dovranno pertanto avere nel loro curriculum pro­fessionale una buona conoscen­za della lingua di Dante.

Tajani, applicando alla lette­ra il Regolamento n.i del 1958 (che garantisce parità di tratta­mento a tutte le lingue ufficiali dell 'UE nelle attività della Com­missione europea), intende re­plicare la prassi dei colleghi de­gli altri tre grandi Paesi dell'UE. I commissari di Germania, Fran­cia e Gran Bretagna nei loro ga­binetti impongono l'uso della loro lingua madre ai componen­ti di altre nazionalità e al perso­nale di supporto. In più il nuo­vo responsabile dei Trasporti ha fatto sapere ai suoi più stret-

ti collaboratori che non intende mantenere l'auto di servizio di una casa tedesca, messagli tem­poraneamente a disposizione. Vorrebbe ottenere di poterla so­stituire con un modello dal co­sto analogo di una marca italia­na. Naturalmente è di nazionali­tà italiana anche l'autista già se­lezionato all'interno della Com­missione dal nuovo commissa­rio, che sta invertendo la ten­denza alla «denazionalizzazio­ne» degli incarichi fiduciari lan­ciata da Romano Prodi quando era presidente della Commissio­ne. Una decisione rinnegata pre­sto dallo stesso Prodi, appena si rese conto che il suo capo di gabinetto irlandese non era un fuoriclasse (lok> sostituì presto con un euroburocrate bologne­se). L'ultima eredità di quella decisione di Prodi resta la criti-catissima regola di nominare un portavoce di nazionalità di­versa da quella del commissa­rio. Tajani si è adeguato sce­gliendo come suo portavoce il funzionario maltese Fabio Per-rotti, che vanta una conoscenza ottimale dell'italiano.

Ivo Caizzi

tajani.jpgL'auto tedesca

L'ex eurodeputato ha anche fatto sapere di non volere un'auto di marca tedesca