Logo de l'OEP

Qui sommes-nous ?

Chi siamo noi?

Ultima modifica: 24 Giu 2017

Per difendere e promuovere il multilinguismo, l'OEP si basa su una concezione del linguaggio che può essere espressa sotto forma di tre opposizioni.
1. Lingua utensile - Lingua ambiente
L'opinione pubblica percepisce la lingua come uno strumento che utilizza per descrivere una realtà che gli è esterna.
Che la realtà è esterna è un'illusione. Questa realtà è ben presente nel linguaggio, perché solo il linguaggio permette di concepirlo e descriverlo. Ciò che non è concepito nella lingua non esiste per l'individuo che parla. Quindi la lingua è un ambiente, non uno strumento, perché viviamo veramente in lingua.
2. Lingua di servizio - Lingua di cultura
A Heinz Wismann e Pierre Judet de La Combe dobbiamo aver concettualizzato questa opposizione tra la lingua del servizio e la lingua della cultura in L'avenir des langues (Le Cerf, 2004).
La lingua del servizio, come modalità particolare di una lingua, si limita a descrivere le cosiddette realtà oggettive percepite come esterne al mondo della lingua e che tutti possono condividere, mentre la lingua della cultura integrerà un intero sistema di interpretazione che è il modo di muoversi di tutti nel mondo. La lingua del servizio corrisponde ad un uso denotativo della lingua, mentre la lingua della cultura corrisponde ad un uso connotativo.
 3. Lingua della comunicazione - Lingua storica
Il linguaggio della comunicazione è fatto per trasmettere e scambiare informazioni, mentre il linguaggio storico include nelle sue pieghe tutti gli strati di strati culturali che gli sono stati riversati attraverso secoli di storia, vita comune ed evoluzione lessicale e semantica. Il linguaggio ha quindi almeno tre dimensioni fondamentali, una dimensione di comunicazione e negoziazione, una dimensione di espressione e infine una dimensione di trasmissione, di trasferimento di memoria.